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Manolo Blahník, The Art Of Shoes

Moda

Manolo Blahník, The Art Of Shoes

“Salve. Sono Carrie Bradshaw, volevo avvisarvi di persona che sto per sposarmi. Con me stessa! Oh, la lista di nozze è da Manolo Blahník. Grazie per adesso, a presto!”

Un connubio quello tra Carrie e Manolo che ricorre in modo costante nell’intera serie che ha consacrato nella memoria di ogni donna il mito dell’eccentrico stiletto.
Niente anelli per il matrimonio della newyorkese DOC, ma un paio di Hangisi blu elettrico, in satin di seta con fibbia di strass di Swarovski: ecco una delle scene più memorabili di Sex And The City.
Per gli appassionati di moda o per chi, semplicemente, riesce ad apprezzare la maestria di queste opere, è arrivata a Milano (fino al 9 aprile) la mostra a cura di Cristina Carrillo De Albornoz: Manolo Blahník. The Art of Shoes.Nelle sale nobiliari di Palazzo Morando sono stati raccolti quasi cinquant’anni di esperienza di colui che è stato definito come “lo scultore delle scarpe”. 212 modelli, 80 disegni e sei sezioni che ripercorrono la storia delle famose “Manolo” tra cinema, collaborazioni e le influenze creative del designer.
La storia dello stilista ha inizio nelle isole Canarie, nel mezzo dell’oceano Atlantico, dove ha vissuto con la sua famiglia, da sempre fonte costante d’ispirazione: la madre per l’eleganza stravagante, il padre per il rigore e il rigoglioso giardino simbolo dell’influenza bucolica, motivo ricorrente nelle sue collezioni.
Il 1971 è una data fondamentale nella carriera di Mr. Blahník, infatti, incontrò a New York l’allora direttrice di Vogue, Diana Vreeland, che lo spronò nel inseguire i suoi sogni e nella realizzazione dei suoi capolavori.
Non seguì una formazione calzaturiera, ma il titolo di maestro artigiano se l’è guadagnato lavorando in fabbrica, toccando e tagliando pellami e materiali diversi e studiando la scarpa nella sua ingegneria e architettura.
Un percorso che caratterizza ancora oggi il designer che collabora a stretto contatto con le aziende italiane che producono le sue opere.
“Sin dall’inizio, le mie scarpe sono state prodotte nei pressi di Milano perché per gli italiani l’arte e l’artigianalità sono qualcosa di innato, ce l’hanno nel sangue. Possiedono un’alta consapevolezza della bellezza, della sensualità e della gioia di vivere”.
Se Chanel ha liberato la donna e Yves Saint-Laurent le ha dato il potere, Manolo Blahník ha contribuito ad affermare nuovi canoni della femminilità.
Lo stiletto venne trasformato, alleggerito e modernizzato in uno stile esuberante e lussuoso, caratterizzato da una profonda ricercatezza nella lavorazione di pellami, tessuti e pietre preziose.
Amante dell’Italia e di tutto ciò che è italiano ha affermato: L’Italia è la mia casa spirituale. Adoro tutto di questo splendido paese, dal profumo del gelsomino e degli agrumi, al verde della Sicilia, dalle maschere veneziane ai film di Luchino Visconti, dalle chiese barocche di Borromini alle piazze”.
Contraddistinguono la personalità di Blahník un grande sentimento di rispetto e devozione verso il passato e la tradizione, studiati minuziosamente e costanti fonti d’ispirazione che gli permettono di disegnare il futuro.

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