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L’antica storia del BLUE marine di DIOR

Moda

L’antica storia del BLUE marine di DIOR

Maria Grazia Chiuri ha presentato al Musée Rodin di Parigi la prima collezione prêt-à-porter autunno inverno nel ruolo di direttrice creativa di Dior.
Uno scenario suggestivo, basic, che permette di focalizzare l’attenzione sulla passerella.

“Tra tutti i colori, solo il blu navy può competere con il nero e presenta gli stessi vantaggi”.

Una grande storia quella che lega il bleu marine a monsieur Christian Dior che Maria Grazia Chiuri ha deciso di raccontare in una sfilata in onore del rivoluzionario designer, partendo proprio dal Piccolo Dizionario Della Moda, per sviluppare la sua interpretazione di un colore così polisemico.
I significati evocativi del blu navy si traducono in una serie di capi e accessori che interpretano gli iconici abiti che hanno reso grande il nome Dior nel mondo.

Blu come eleganza e storia in memoria dell’antica dinastia reale. Il tessuto utilizzato è il velluto con i suoi giochi di luce: una scelta raffinata che si traduce in una rivisitazione contemporanea del completo Chevrier.

Blu come il colore tipico della tuta da lavoro: la salopette è in total denim, con taglio largo boyfriend, abbinata all’iconica giacca Bar con logo.

Blu come il firmamento: stelle e costellazioni sono ricamate con fili blu e argentati e ornano abiti ispirati alle prime collezioni e in modo particolare all’abito Soirée.

Blu come le nuvole, suggerito dai giochi di trasparenze con tulle e seta.

Il savoir-faire dei sarti Dior si distingue in una collezione di accessori anch’essa d’ispirazione blu navy in cui la potenza evocativa di questo colore si traduce in una rivisitazione delle borse icone della Maison: il monogram Dior d’ispirazione John Galliano o il modello D-fence con tracolla in tessuto logato.

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