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Kintsugi: una pratica giapponese, uno stile di vita!

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Kintsugi: una pratica giapponese, uno stile di vita!

Tecnicamente parlando, il Kintsugi è una tecnica giapponese che prevede l’utilizzo di materiali come oro o argento, in forma liquida, destinati alla riparazione di oggetti in ceramica, sicuramente ne avrete già sentito parlare, su Instagram e Pinterest stanno spopolando le immagini di deliziosi oggetti riparati con questa antica pratica orientale, e oggi noi di Dimmi! vogliamo approfondire, vogliamo capire meglio e conoscere questa tecnica così affascinante, che dona nuova vita agli oggetti rotti, che li fa rinascere con un aspetto tutto nuovo ed altrettanto elegante!

La tecnica permette di ottenere oggetti preziosi sia dal punto di vista artistico sia da quello economico, visto l’impiego di metalli costosissimi: ogni ceramica viene infatti riparata con il metallo fuso che fa da collante, così i pezzi rotti si ricongiungono facilmente senza l’illusione del nuovo, di fatto ogni pezzo presenta un diverso intreccio di linee dorate, irripetibile ed unico per via della casualità con cui i pezzi si frantumano.

Il Kintsugi nasce dalla convinzione che dalle imperfezioni e dalle ferite profonde possano nascere forme di maggior bellezza estetica ma anche interiore, dunque, metaforicamente il Kintsugi può guarire lo spirito.

L’idea è incantevole, pensateci: non dovrebbe mai esistere vergogna o turbamento quando c’è sofferenza, e nessuno dovrebbe vergognarsi di portare nell’anima i segni di quel dolore e del tremendo tormento che ne è conseguito.

Al contrario, mostrare le ferite e sottolinearle, rendere visibili ed impreziosire le cicatrici che portiamo nel cuore e sulla nostra pelle non può far altro che donare più forza alla nostra fragilità, ci rende più sicure e consapevoli del nostro passato.

Questa tecnica giapponese, nata alla fine del 1400, ci insegna molto, e dovrebbe rappresentare uno stile di vita, un modo nuovo di vedere la sofferenza e l’effetto che ha sulla nostra quotidianità, insomma, l’atto di riparare un oggetto rotto unendone i frammenti e lasciando le spaccature visibili , dovrebbe rappresentare una grande metafora, un esempio da seguire, perché tutte noi abbiamo bisogno di trasformare le nostre debolezze in veri punti di forza, per stare bene con noi stesse, e per dimenticarci la paura di mostrare le nostre ferite.

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