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Come SUPERARE la FINE di un AMORE? Risponde la PSICOLOGA

Psicologia

Come SUPERARE la FINE di un AMORE? Risponde la PSICOLOGA

Cara Dottoressa,

sono Lucia, ho 47 anni e un figlio di 21 anni. Sono stata sposata per quasi 23 anni, ma 8 mesi fa mio marito è andato via di casa. Non avrei mai pensato che potesse succedere una cosa del genere proprio a noi. A parte gli anni di matrimonio siamo stati fidanzati da quando avevo 14 anni, è stato il mio primo ed unico amore e ora se ne è andato via per sempre. Dove ho sbagliato?! E’ tutta colpa mia!! Mi sembra di impazzire dal dolore. Litigavamo certo, ma addirittura separarsi? Sento perennemente un peso nello stomaco, non ho più voglia di uscire e ho paura di non tornare mai più felice.

Carissima Lucia,

quando finisce una relazione ansia, delusione, vuoto e tormento sono le emozioni che ci accompagnano. Non esiste un manuale d’istruzioni né un tempo prestabilito per riuscire ad accettare l’abbandono della persona amata, poiché la fine di una relazione viene vissuta in maniera soggettiva da ciascuno di noi. Tuttavia, Elisabeth Kṻbler Ross, medico psichiatra svizzero che si interessò a lungo ai death studies, ha identificato un percorso di 5 fasi per l’elaborazione del lutto che si ritengono adattabili a qualunque perdita. Il cammino comincia con la fase della negazione e del rifiuto in cui viene messo in atto il più naturale meccanismo di difesa: chi viene lasciato non riesce a credere che la storia sia finita, che l’altro voglia lasciarlo e non lo ami più. Passato il tempo dell’incredulità e della tristezza, inizia a sopraggiungere la fase della rabbia in cui si realizza la perdita e si iniziano a sperimentare sentimenti rancorosi nei confronti di noi stessi, della persona amata e del mondo intero. Si arriva, poi, alla fase del patteggiamento e della contrattazione, in cui si tenta di reagire all’impotenza cercando delle risposte per spiegare l’accaduto Ci si tormenta con frasi come “Cosa avrei potuto fare di diverso?”, “E se …” ed “Se solo …” e si pensa a come si potrebbe riparare ai propri errori. Pian piano si ricomincia a prendere il controllo della propria vita, ma il desiderio di riportare l’altro da noi resta l’obiettivo principale. Quando ciò non accade si sperimenta la fase del dolore in cui ci si arrende alla situazione, si inizia a prendere coscienza della perdita subita e si vive la sconfitta. Non si può far altro che concedersi del tempo per affrontare il dolore, dal momento che solo così si può sopraggiungere alla fase dell’accettazione della propria nuova condizione, in cui si smette di ribellarsi e di opporsi all’evidenza, riconciliandosi con la realtà.

Premesso che per ogni fase non c’è un percorso stabilito, poiché ogni persona le affronterà secondo le proprie modalità e i propri vissuti emotivi, è necessario riuscire a superarle una dopo l’altra: il tempo che impiegherà dipende da diversi fattori, come l’intensità del legame, la durata della relazione e caratteristiche di resilienza personali. Leggendo quello che mi scrive, sembrerebbe che lei sia bloccata nell’incapacità di elaborare il dolore, che abbia vissuto la separazione come una prova di inadeguatezza e che a ciò si sia arresa, colpevolizzandosi e addossandosi la responsabilità per il fallimento relazionale. Questo è un meccanismo da interrompere! E’ indispensabile che lei riscopra le sue unicità e le sue passioni, in un percorso in direzione dell’autonomia: in questo momento le potrebbe sembrare un’impresa impossibile e troppo ardua da affrontare da sola, ma ha tutte le risorse necessarie per riuscire, un passo dopo l’altro, a staccarsi dal passato ed essere libera di andare incontro al suo futuro!

 

Risponde la Dott.ssa Silvia Gherardi, psicologa clinica e forense, specializzanda in psicoterapia cognitiva comportamentale


Avete qualche dubbio che vi attanaglia la mente? Ci sono domande che vi tolgono il sonno? State vivendo un periodo particolarmente stressante e non sapete più cosa fare? La psicologa risponde! Questa rubrica si pone l’obiettivo di affrontare insieme i problemi che quotidianamente fronteggiate e di approfondire i temi che più vi stanno a cuore, favorendo una sana riflessione.

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