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TUSCIA: il Lazio che non ti aspetti

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TUSCIA: il Lazio che non ti aspetti

Nella zona più a nord della regione Lazio troviamo la provincia di Viterbo, denominata sin dai tempi antichi TUSCIA, territorio ricchissimo di storia e cultura

La Tuscia è un territorio variegato, collinare e pianeggiante che si affaccia sul mare; è caratterizzato dal tufo, pietra di origine vulcanica, come i suoi tre laghi: Bolsena, Vico e Bracciano.

In un territorio così ricco di attrazioni cosa vale veramente la pena vedere?

Viterbo: la città dei Papi

In centro a Viterbo sorge il maestoso Palazzo Papale, costruito nel 1255 circa, voluto da Papa Alessandro IV che decise di spostare la sede papale da Roma a Viterbo a causa dell’ostilità della borghesia romana. Molto caratteristica è la sua loggia.

Civita di Bagnoregio: la città che muore

Questa piccolissima frazione, conta solo 16 abitanti, è raggiungibile esclusivamente a piedi passando sul ponte costruito appositamente. Questo piccolo paesino ha assunto il nome di “città che muore” poiché la collina su cui sorge è in continua fase di erosione, e per questo è caratterizzata dalle tipiche forme dei calanchi.

Caprarola: lo splendido Palazzo Farnese

Inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia Caprarola sorge sul versante meridionale dei monti Cimini, il paesino ospita il maestoso Palazzo Farnese, costruito in epoca rinascimentale dall’omonima famiglia. La reggia è di struttura pentagonale con immensi giardini. Tra le innumerevoli sale, quella del Mappamondo è assolutamente degna di nota.

Bomarzo: il parco dei mostri

A Bomarzo sorge un parco naturale ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri.Vi sono anche architetture impossibili, come la casa inclinata. Il parco è stato descritto da Salvador Dalì come un’invenzione storica unica.

Bullicame: le terme libere

L’acqua del bullicame fuoriesce a 58° in un laghetto costituito da un profondo cratere naturale protetto da una struttura trasparente. Nel sito sorge una stele che riporta i versi della Divina Commedia in cui Dante cita il bullicame di Viterbo.

 

 

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