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Se la montagna non va a Maometto…

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Se la montagna non va a Maometto…

Quando si parla di tumore si  parla di un dolore che è come pietra, che non amiamo condividere per non esporci ai commenti compassionevoli di chi ci circonda, che ci depriva della scelta terapeutica perché quando entri nel sistema sanità ne sei fagocitato.

Parliamo di un sistema di pensiero che ci invita alla rassegnazione, al non cercare altre risposte , in una sanità che spesso neanche “parla” con il diretto interessato, parlano con i figli con le mogli, i mariti,  e se si vogliono percorrere anche altre strade? Chi ci ha provato nel corso della storia, ricercatori, medici,  è stato ridicolizzato, delegittimato, ridotto al silenzio, fatto oggetto di campagne diffamatorie ( pensiamo ai Di Bella, Gerson, Kousmine, Hamer,  Cousens ecc).  La nostra è una medicina troppo occupata a riempire gli scaffali di molecole e farmaci, che segna il passo sulle malattie cronico degenerative, legata a doppia catena alle esigenze di Big-Pharma.

Quindi cosa possiamo fare? Ritornare alle origini per esempio, al cibo medicina, certo dobbiamo imparare altri comportamenti, a sprecare di meno ad utilizzare il cibo che consumiamo, a rispettarne il valore e l’energia, è comodo andare al supermercato e riempirci di surgelati , ed è vero che ci vuole tempo e organizzazione per cuocere cereali e legumi, vero anche che il costo del biologico è davvero alto, e non sempre proprio a portata di mano, ma è anche vero che spesso possiamo trovare ottimi prodotti a km zero e andare a parlare con i produttori direttamente, capire come lavorano, quanto producono e cosa usano.

Ci sono dei cibi che dovrebbero proprio essere immancabili sulle nostre tavole, altro che superfoods e mode alimentari del momento, abbiamo cibi nostri, mediterranei, magari coltivati nella cascina o nel casolare poco fuori città, lo scopo qual’è?  Sicuramente di intossicarci di meno con prodotti industriali e assumere micronutrienti in quantità e di qualità maggiore, poi arrichire la tavola con alimenti che ci aiutino a ridurre  lo stress ossidativo per limitare i danni a cellule e tessuti da parte dei radicali liberi, e ancora ripristinare l’equilibrio acido base che dovrebbe essere lievemente alcalino per limitare infiammazioni e degenerazioni.

Quindi cosa dobbiamo aggiungere? Scegliamo i cereali integrali, frutta e verdura come cavoli, rape, verza, broccoli, ecc che sono in grado di dare una azione antitumorale, antiproliferativa, disintossicante , aglio, cipolla, porro e scalogno, che  hanno un ruolo protettivo contro i tumori. Queste verdure andrebbero consumate  crude o cotte brevemente per pochi minuti per preservarne i principi attivi. I frutti di bosco e la loro grandissima azione antiossidante, gli agrumi, e poi i legumi che abbondavano sulle tavole dei nostri bisnonni.

“ La celebre dieta mediterranea antica era composta fondamentalmente da cereali integrali, pasta di grano duro, legumi verdure non amidacee, olio di oliva , frutta, semi oleosi come le olive, mandorle , noci e nocciole, e possedeva sicuramente un’azione antinfiammatoria e protettiva dalla insulino-resistenza, con conseguente riequilibrio metabolico e protezione dallo stress ossidativo.( Dott. Paolo Giordo)”

Poi c’è il digiuno! Il dott. Cousens presso il Tree of life Rejuvenation Center, in Arizona, tratta patologie cronico degenerative con un digiuno a base di succhi vegetali e la sinergia con fitoterapici e  integratori naturali. Il padre del digiuno  Rudolf Breuss un naturopata tedesco , proponeva la sua cura del cancro attraverso un digiuno di 42 giorni! Il nostro corpo necessita anche di proteine per funzionare e se non le forniamo sarà costretto a cercarle al suo interno aggredendo cose che siano superflue e disgregabili come ad esempio le masse tumorali. In Italia Luigi Costacurta associò al digiuno anche altre pratiche igienistiche,  purtroppo non tutti sono in grado di sottoporsi al digiuno! Io ho provato, per me non è stato facile, e non lo ripeterei per più di 2, 3 giorni. Il digiuno è formalmente definito come una completa astinenza da cibo e acqua, ma in un contesto più ampio, secondo Gabriel Cousens, MD (H), Dip. Ayurveda, significa astenersi da ciò che è tossico per il corpo, mente e anima.

Indipendentemente da quanto il nostro stile di vita sia sano , viviamo in un mondo tossico e su base cronica, siamo tutti esposti a sostanze chimiche nocive nel nostro ambiente. La maggior parte dei cibi contengono pesticidi, conservanti e additivi che il nostro corpo trova difficile o impossibile metabolizzare e eliminare. Inoltre, i materiali di consumo, l’aria e l’acqua della maggior parte delle aree popolate sono contaminati.

L’uso indiscriminato di farmaci e abitudini nocive come alcool, nicotina, caffeina, assunti per anni, spingono il corpo in sovraccarico tossico. Anche alcune emozioni e pensieri hanno un simile effetto deleterio, inoltre il frenetico stile di vita che è diventato la norma collettiva è estremamente pesante per la nostra fisiologia. In breve, al nostro corpo viene richiesto un lavoro che per lui è impossibile sostenere. Quando i nostri corpi entrano in sovraccarico, i processi di eliminazione rallentano, gli organi sovraccarichi di lavoro non sono in grado di completare i rispettivi compiti, e le tossine diventano incorporate nei nostri sistemi. Il sistema corpo – mente entra in disfunzione funzionale al mantenimento di uno pseudo-equilibrio. I risultati possono o non possono essere  visibili ad occhio nudo, ma inevitabilmente contribuiscono a minare e indebolire la nostra capacità  di funzionare in modo ottimale. Specialmente se abbiamo delle predisposizioni.

Ma se qualcuno ci dicesse che modificando il nostro stile di vita e il nostro comportamento alimentare miglioreremo la nostra vitalità e diminuiremo le probabilità di ammalarci? O che possiamo bloccare il processo degenerativo e persino invertirlo! Quale sarebbe la nostra reazione?
 Ma non è ancora tardi per invertire la rotta e ,come dice il dott. Cousens, decidere di seguire una cultura della vita, a noi la scelta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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