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Quando il colore non era BIANCO

Sposa

Quando il colore non era BIANCO

Sarebbe bellissimo ripercorrere la storia dell’abito da sposa! Costellata sicuramente dal romanticismo, ma non solo, anche dal modo di vedere il matrimonio nell’arco dei vari anni.

Siamo abituati a vedere abiti di tutti i tipi ormai e di svariati colori. Ci sono spose in rosso, in rosa, in fucsia, in azzurro Tiffany e persino in nero. Tuttavia nell’immaginario collettivo, la sposa veste di bianco, al massimo avorio. Il perché?! Una questione molto semplice: nella simbologia cromatica il bianco, colore assoluto opposto al nero, è simbolo di purezza, candore, in poche parole verginità.

Ergo forse dovremmo sposarci tutte di un colore diverso! Ma la tradizione ha radici antiche e profonde, quindi sebbene per alcuni possa sembrare ipocrisia, continuiamo a prediligere il bianco nuziale.

Antiche, ma non antichissime. Nel Medioevo gli abiti da sposa non erano bianchi! Erano molto eleganti e ricercati: velluto, seta, elementi in pelliccia, il massimo che si potesse fare per il giorno del SÍ, ma non si trattava di certo dell’abito da sposa che abbiamo in mente oggi. Inoltre il colore preferito era il rosso, simbolo di eleganza, ma anche di amore ardente, rarissimo tra le coppie dell’epoca,il più delle volte costrette a sposarsi per interessi familiari.

L’abito bianco divenne popolare attorno al 1840, grazie alla regina Vittoria che per prima indossò l’antenato del classico abito da sposa: bianco con pizzi e merletti.

In un periodo storico, quello della Controriforma, fu anche NERO! Doveva infatti essere semplice e austero, ravvivato solo da una gorgiera bianca. Mentre nel XVIII secolo trionfò lo sfarzo, complici anche colori sgargianti!

Insomma non fu sempre bianco come avete potuto constatare!

Photo credits:

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