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MICHELA ANDREOZZI: amore, lavoro e tanti sogni da realizzare

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MICHELA ANDREOZZI: amore, lavoro e tanti sogni da realizzare

Michela Andreozzi, tra cinema, teatro, radio e scrittura ha infilato un successo dopo l’altro. Durante questa intervista ci ha raccontato di se, della sua vita passata e dei suoi progetti per il futuro.

 

 

Buongiorno Michela, ci racconti gli esordi della sua carriera e ciò che l’ha portata fino al grande successo.

Ho iniziato nelle redazioni televisive a contatto con grandi autori, primo tra tutti Gianni Boncompagni. Quella è stata la mia scuola insieme all’università. Il grande successo! Onestamente non so quale sia, forse avere una vita soddisfacente. Il resto sono solo delle raccolte di semine. Credo fortemente che l’impegno e il lavoro duro vengano sempre ripagati. Insieme ad un buon carattere.

La comicità è un ambito stimolante ma anche molto difficile. Zelig, Bigodini e Colorado sono state occasioni d’oro che lei ha saputo sfruttare al meglio. Cosa ama della comicità, a chi si ispira, chi è il suo comico preferito?

Attualmente i miei comici preferiti sono i miei quattro nipoti di 6, 8, 12 anni. Nella storia della comicità ho sempre fatto riferimento a Franca Valeri che, molto prima e molto meglio di me, ha recitato scritto e diretto.

 

 

E’ un attrice poliedrica, capace di interpretare ruoli di ogni tipo. Qual è il suo personaggio del cuore? Quello che ha sentito più suo in tutti questi anni di recitazione?

Onestamente li ho amati tutti, dal primo ruolo importante ne “La squadra” in cui era una poliziotta piuttosto originale, alla Tina  di “Nove e luna e mezza”, ruolo dimesso che mi sono cucita addosso. Ma una menzione speciale lo merita Angelica, il personaggio che interpreto nel film di Leonardo Pieraccioni “Se son rose“ in uscita adesso a novembre. È una donna che ha problemi con la memoria, ed è un piccolo ruolo incantevole e difficile che mi ha conquistata.

Il teatro è probabilmente il suo primo grande amore. Ha scritto, recitato e diretto piece teatrali, insieme anche a grandi personaggi del panorama italiano, qual è l’aneddoto che più le è rimasto impresso?

Vi dirò il più divertente: al debutto di “Doppia coppia” di Paolatiziana Cruciani, con Max Tortora, miei grandi amici, abbiamo avuto un buco di memoria e così ci siamo fermati dietro un bancone di scena dove c’erano alcune bottiglie di whisky, riempite però con del te. Tanto il panico che ci siamo finiti tutte le bottiglie, cincischiando!

Un anno fa è uscito il suo primo film “Nove lune e mezza”, che racconta una storia di donne e tocca un tema a lei molto caro: la maternità. In questo caso si parla di una donna che non vuole avere figli ma che sceglie di diventare madre surrogata per permettere alla sorella, che invece non riesce ad averne, di realizzare il suo sogno. Come ha avuto questa idea e come ha fatto a sviluppare questo tema così spinoso con tanta delicatezza ma allo stesso tempo ironia?

Volevo da tempo raccontare il rapporto tra sorelle, ma anche le Donne di oggi. Quando ho incontrato Alessia Crocini, mia cosceneggiatrice, alcune sue riflessioni sulla maternità surrogata si sono intrecciate con la storia delle sorelle che volevo raccontare, e così è nato “Nove lune e mezza”, un.. “figlio” molto felice.

 

Da pochissimo è uscito il suo libro “Non me lo chiedete più” che esprime il suo punto di vista, come anche quello di tantissime donne nel mondo: la libertà di non volere dei figli. Come mai, secondo lei, ancora nel 2018, una donna non può sentirsi libera dai giudizi per una scelta così tanto personale? 

 Perché è molto difficile separare la donna dalla sua funzione biologica, cosa che non è per il maschio. E conosco tanto donne che non hanno la forza  di dire “non voglio” invece che “non posso”. Ecco, anche “non voglio” ha diritto al rispetto.

 

La sua vita è piena d’amore, innanzitutto grazie a suo marito Massimiliano Vado, e poi grazie alla sua famiglia. Com’era la Michela bambina, cosa sognava per la sua vita? E com’è Michela ora, cosa desidera per il futuro e quali sono i nuovi sogni nel cassetto ora che è una donna adulta e con una bella carriera alle spalle?

Beh, onestamente spero di averne ancora davanti. I sogni da bambina erano di indipendenza e creatività, l’adulta che sono lì ha rispettati. I sogni di oggi li tengo per me ma proverò a realizzarli uno per uno. D’altronde, cosa abbiamo se non abbiamo desideri?

 

Alla fine di ogni intervista chiediamo sempre di lasciare un saluto personalizzato per le nostre lettrici.

E allora anche io vi saluto, con l’augurio di avere sempre un sogno realizzato e uno da realizzare.

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