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Le 10 scocciature UNISEX a cui ci sottopone l’esistenza

Life Style

Le 10 scocciature UNISEX a cui ci sottopone l’esistenza

Le differenze tra uomini e donne sono un dato di fatto, e non spetta certamente a me metterne in dubbio l’esistenza: nella mia modesta esperienza non rientrano ancora casi di bellimbusti col frisé o di pulzelle che fanno testamento per tre linee di febbre, ma temo sia solo questione di tempo.

In attesa di quel giorno nefasto, ho pensato di compilare un breve lista di scocciature “unisex”, in grado cioè di seccare indipendentemente dal genere di appartenenza.

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10. Il tizio che ti chiede la moneta fuori da negozi/discount/centri commerciali: Lo s’incontra sempre, e non si sa mai che cacchio dirgli; a volte per mancanze di tempo, altre per pudore, altre ancora per fiera avversione. Di tanto in tanto si propone di aiutarvi a riporre la spesa, non rendendosi conto di come non siate ancora cariatidi rose dalle intemperie, decuplicando la vostra ira. Mi permetto di darvi un consiglio: recatevi il prima possibile alla lavanderia a gettoni di Corbola (RO) e fate incetta di gettoni Speedy Wash (funzionano benissimo coi carrelli).

9. Cafoni che urlano ad ogni ora del giorno sotto le vostre finestre: Sono sempre lì, ad ogni stagione e con qualsiasi clima; qualora doveste trasferirvi in un altra regione ne trovereste di nuovi, con voci più stentoree ed accenti più marcati. Sono impegnati in mirabolanti conversazioni telefoniche, probabilmente con più persone, oppure snocciolano morti e malattie agli astanti dal centro del cortile ; di tanto in tanto le voci si sovrappongono, creando il temutissimo effetto a “coro di montagna”.

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8. Zoccolone da competizione in bar e ristoranti: Sgombriamo il campo da ogni dubbio: le panterone trucide e iper-aggressive non attirano soltanto gli sguardi carichi d’odio o di scherno del gentil sesso, ma mettono anche in seria soggezione l’uomo medio (fintantoché la desensibilizzazione messa in atto da social network e affini non avrà preso il sopravvento). Le mise tribali non abbindolano più come un tempo, e l’effetto “pitonessa sazia di antilope” è sempre dietro l’angolo.

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7. Gente in bici: È ormai risaputo come i ciclisti siano del tutto dispensati dal rispettare le regole del codice della strada, compromettendo la normale fruzione della stessa (e attirandosi quantità industriali di improperi). Se cercherete di superarli si allargheranno improvvisamente, se invece vi sentirete gentili e rimarrete a debita distanza formeranno un gruppetto  e si volteranno a turno per rivolgervi occhiate sospettose. Occhio ai più anziani: sono soliti imboccare le corsie contromano, e sosterranno il vostro sguardo fino al momento dell’impatto.

6. Internet lento: Questa è una piaga moderna, eppure sembra affliggere il genere umano da sempre, come il mal di testa diplomatico o i ratti. Siete impegnati ad inviare una mail, registrarvi su un sito, ricevere un video quando salta tutto e non c’è verso di ripristinare la connessione. Seguirà  florilegio di bestemmie e una serie di incalzanti domande rivolte al computer/cellulare (non necessariamente in quest’ordine), che vi guarderà sardonico prima di scaricarsi.

5. Massimo Giletti: Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

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4. Tribune politiche: Altro oggetto di detestazione bipartisan, a prescindere dalla collocazione politica; basterà  vedere il rappresentante di turno accusare “quelli là ” di concussione ed incoerenza per precipitarvi in una spirale di revanchismo, vitalismo fascista e purghe staliniane. Quando poi sentirete la ministra di turno prodursi in dichiarazioni fuori dal mondo, correrete tra le braccia della fazione più reazionaria.

3. Domeniche pomeriggio in compagnia della suocera: Non è così per tutti, fortunatamente, ma la maggior parte di noi preferirebbe fratturarsi minuziosamente le falangi delle mani con un martelletto piuttosto che sorbirsi un dopo pranzo tanto poco allettante. Quando vorrete dire qualcosa di sensato vi usciranno solo frasette insipide, e vi sovverrà quella risposta salace che avreste voluto dare all’ennesima punzecchiatura vigliacca solo quando avrete fatalmente imboccato la via del ritorno.

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2. Trovare propri oggetti spostati: È opportuno fare chiarezza: questo non infastidisce solo persone ordinate, o patologicamente ordinate, ma anche chi è disordinato (meglio: chi si caratterizza per un senso dell’ordine che non segue alcun concetto conosciuto di senso dell’ordine). Trovare un proprio oggetto al di fuori del luogo di pertinenza può provocare disorientamento, spasmi involontari e vero e proprio odio verso il partner. Pertanto, mai spostare i dvd hard dal cassetto dei calzini di un uomo.

1. Residui umani nella tazza del water: secondo recenti sondaggi, una fetta molto esigua degli intervistati ha mostrato di provare piacere nel disotturare il wc da chilometri di capelli, mummie di carta igienica e residuati mestruali risalenti a Lucrezia Borgia. Siate educati: nulla parla di voi quanto il vostro bagno.

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