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DIMMI

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I MIEI FIGLI DIMENTICHERANNO

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I MIEI FIGLI DIMENTICHERANNO

Alle mamme e ai papà in attesa che nasca il loro bebé. Alle mamme e ai papà che sono alle prese con i loro pargoletti, che hanno appena finito di preparare la Santa Lucia e pensano già al travestimento da Babbo Natale. A loro alle prese con pappe, notti insonni, pannolini pieni di cacca (che puzza ragazzi!) e pipí, primi passi, prime parole (dirà mamma o papà, o nessuno dei due?). Alle mamme e ai papà di bimbi già più grandi, che pensano alla scuola, ai mille corsi, alle tante preoccupazioni che riguardano la crescita dei loro figli, e ai genitori di quelli già grandi. Un bellissimo omaggio perché essere genitori è un dono che il tempo non può cancellare e che soprattutto non si dimentica.

E ovviamente, a TUTTI I FIGLI!

“Il tempo inesorabilmente, svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile.

Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno.

Cancellerà – un o’alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. 

Subentreranno a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze. Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte. 

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere. 

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le nonne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.

Con il tempo i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio.

Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò. Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre  il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre sei addormentano piano. 

I miei figli dimenticheranno.

Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute.

Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano. 

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. 

Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.”

Photo credits:

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