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Gli spasmi affettivi

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Gli spasmi affettivi

Avere dei bimbi è la gioia più grande, ma ciò non toglie che essere genitori comporti grandi tribolazioni: spaventi innanzitutto, soprattutto se è il primo figlio, se si è alle prime armi e se si ha – come la sottoscritta – un carattere un tantino apprensivo.

Pregasi di cogliere l’ironia nell’aggettivo tantino. Ci sono episodi che mi hanno letteralmente fatto perdere 10 anni di vita alla volta! Avere un bambino piccolo di età compresa tra 0 e 2 anni può significare anche imbattersi in episodi definiti spasmi affettivi. Essendo, mio malgrado, ormai un’esperta in materia vi spiego cosa significa.

Gli spasmi affettivi, detti anche apnee affettive e questo rende meglio l’idea, sono momenti in cui il bambino piangendo disperato per motivi anche apparentemente banali ai nostri occhi, trattiene il fiato al punto da diventare cianotico, o nel peggiore dei casi, perdere i sensi. È un’espressione di disagio, rabbia, paura che porta alcuni bimbi a reagire in questo modo a dir poco spaventoso per i genitori. Secondo gli studi non sono episodi casuali sebbene noi adulti molte volte non ne capiamo bene la ragione scatenante, ma il trucco è mantenere la calma, poiché il tutto dura qualche secondo e il bimbo facendo un profondo inspiro recupererà le forze.

So che state strabuzzando gli occhi chiedendovi come sia possibile mantenere la calma! Ma dovete sforzarvi e reagire cercando di soffiare in faccia al bimbo, e permettendogli di respirare: metterlo su un lato può rivelarsi utile.

Cose da non fare: stringerlo a sé o dargli delle pacche sulla schiena, né scuoterlo troppo, piuttosto adagiatelo a terra.

E soprattutto care SUPER MAMME e SUPER PAPÀ mantenete il controllo, so che appare impossibile, ma è davvero la cosa migliore da fare!

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