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Come spiego SESSUALITA’ e OMOFOBIA a mio figlio? RISPONDE LA PSICOLOGA

Psicologia

Come spiego SESSUALITA’ e OMOFOBIA a mio figlio? RISPONDE LA PSICOLOGA

Gentile dottoressa,

sabato ho partecipato al primo Bergamo Pride, un po’ per caso un po’ per scelta: ero in Centro con
mia figlia S. di 10 anni e mi sono ritrovata in mezzo a centinaia di persone che ballavano e
cantavano, manifestando per difendere i loro diritti. Dopo un momento di indecisione iniziale ho
deciso di percorrere quel che rimaneva del corteo insieme a mia figlia e devo dire che è stata
un’esperienza piacevole e costruttiva per entrambe.
Quando sono tornata a casa, la sera prima di addormentarmi, mi sono chiesta:

c’è un modo corretto
per parlare di sessualità e omofobia ai nostri figli?

Un caro saluto,
Alessandra


Carissima Alessandra,

il fatto stesso di avere deciso di partecipare alla manifestazione quando si è trovata casualmente nelle vicinanze ci rivela già qualche cosa di lei e del modo in cui si occupa dell’educazione di sua figlia.  Avrebbe potuto andarsene, esprimere giudizi negativi o denigrare i presenti e invece ha deciso di fermarsi.

In primis, come genitori è necessario fare i conti con i propri modelli interiorizzati e vagliare eventuali resistenze personali in modo da poter eventualmente destrutturare quelle componenti di interpretazione della sessualità e del genere che sono improntate su visioni pregiudizievoli (ad esempio: non ho niente contro i gay, basta che non mi stiano troppo vicini; il rosa è un colore per le femmine e non pe te; non piangere che sei un maschietto) che passano il messaggio che esiste una scelta giusta e una sbagliata.

Il compito cui si è chiamati è quello di educare e informare sulle differenti forme che può assumere la propria identità sessuale. Questo per due motivi: da un lato è il miglior strumento di prevenzione dell’omofobia e delle conseguenti forme di discriminazione e violenza perché favorisce l’emergere di una cultura dell’inclusività, dall’altro crea le condizioni tali per cui sua figlia si sentirà libera di poter parlare con lei di qualsiasi argomento, senza temere etichette o giudizi negativi. 

Lo slogan della manifestazione cui si riferisce era “Educare alle differenze per combattere l’odio” che è esattamente quello che lei ha fatto: andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi per aprirsi a un incontro autentico con l’Altro, oltre il pensiero prevenuto che altro non fa che alimentare atteggiamenti di distanza interpersonale di stigmatizzazione. Educare alle differenze significa considerare la diversità non un ostacolo o un problema, ma un’opportunità di arricchimento reciproco! Se tutti i genitori passassero questo messaggio ai loro figli, forse l’omofobia cesserebbe di esistere perché non si nasce omofobi, ma lo si diventa attraverso l’educazione e i messaggi diretti e indiretti che la famiglia, la politica, la Chiesa e i media trasmettono.

 Infine, non c’è un momento preciso in cui parlarne con sua figlia, né chissà quale formula da seguire: il messaggio che deve passare è che la scelta di ogni rapporto dipende da una preferenza naturale. Di fronte alla domanda “Perché quelle due ragazze si baciano?” utilizzi la stessa risposta che userebbe per parlare di un amore eterosessuale; resti serena e le spieghi che è una questione di gusti, come può esserlo portare i capelli neri o rossi, mangiare la cioccolata o un frutto: “Sono due persone dello stesso sesso che si amano e sono felici di stare insieme”.

 


Avete qualche dubbio che vi attanaglia la mente? Ci sono domande che vi tolgono il sonno? State vivendo un periodo particolarmente stressante e non sapete più cosa fare? La psicologa risponde! Questa rubrica si pone l’obiettivo di affrontare insieme i problemi che quotidianamente fronteggiate e di approfondire i temi che più vi stanno a cuore, favorendo una sana riflessione.

Mandate le vostre domande all’indirizzo:

direzione@dimmibg.it

vi risponderemo qui!

Attenzione: la presente rubrica non può in nessun modo essere considerata come alternativa a un consulto psicologico o a un trattamento psicoterapeutico. Le informazioni e le risposte fornite dall’esperta hanno carattere generale, non ambiscono a fornire risposte risolutive né sono da intendersi come sostitutive di consulenza professionale. Le vostre domande saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

 

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