Connect with us
DIMMI

dimmi!

Chi è FRIDA KAHLO (per noi)?

speciale

Chi è FRIDA KAHLO (per noi)?

È stata inaugurata l’1 febbraio la mostra “Frida. Oltre il mito” dedicata a un’icona intramontabile dell’arte, dello stile e non solo. Quest’anno la celebra il Mudec di Milano con una collezione di opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection.

Un’occasione da non perdere, ma se state pensando di pianificare la vostra visita, posso consigliarvi prima di cercare di conoscere un po’ meglio questa donna rivoluzionaria, pasionaria, istrionica, meravigliosa?! Sí perché credetemi, bisogna andare preparati alla scoperta del mondo di Frida, con un’infarinatura che non riguardi tanto il suo stile pittorico (definito surrealismo dal teorico stesso del surrealismo, ma contraddetto proprio dall’artista), bensì la persona, la donna: FRIDA KAHLO.

Vorrei farvi conoscere qualche aneddoto della sua vita, che sono convinta, vi farà apprezzare ancora di più il mito, riuscendo davvero ad andare oltre, come suggerisce il titolo della mostra.

Frida aveva un rapporto molto stretto con il padre, ebreo ungherese, trasferitosi in Messico nell’Ottocento, pittore, poi fotografo. Un uomo moderno, dalla mentalità aperta, padre di 6 figlie femmine, che desiderava far studiare, emancipare.

Da bambina, a soli 6 anni, svegliandosi per andare a scuola, Frida si rese conto che  le gambe non la reggevano. Rimase a letto per i successivi 9 mesi. Una bambina piena di vita e di energie, esuberante, costretta a vivere così a lungo in una stanza. Iniziò a crearsi un’amica immaginaria, una seconda Frida, di cui serberà il ricordo, ma in un certo senso anche la presenza, per tutta la vita.

Il suo primo amore fu un giovane conosciuto a scuola, Alejandro, membro del suo gruppo di amicizie maschili. Fu insieme a lui che nel settembre del 1925 fece il terribile incidente che segnò e sconvolse per sempre la sua vita. L’autobus sul quale viaggiavano fece un frontale con un tram e un corrimano entrò nel fianco della ragazza che si risvegliò all’ospedale imprigionata in un busto di gesso.

Lo stile di Frida è quello delle donne Tehuatepec, una società matriarcale. Iniziò a indossare questi abiti tradizionali per nascondere i busti, ma divennero poi il suo inconfondibile modo di vestire.

Diego Rivera, l’amore della sua vita, 21 anni più grande di lei, prima di sposarla le disse che non le sarebbe mai rimasto fedele fisicamente (la tradì persino con la sorella minore di lei), ma che nessun altro amore sarebbe stato puro come quello che avrebbe provato per lei, per tutta la vita. Un rapporto sempre travagliato e burrascoso, il loro, ma Frida scrisse sul suo diario: “Nessuno saprà mai quanto amo Diego”.

Nel 1953, a un anno dalla sua morte, avvenne la sua consacrazione con la personale a Città del Messico. All’inaugurazione Frida stava malissimo, ma non avrebbe mai rinunciato ad essere presente. Si fece vestire e truccare dalle sorelle, si imbottì di antidolorifici e si fece portare in ambulanza, rimanendo distesa sulla barella.

Il compagno di Frida per tutta la vita fu il dolore. Un dolore persistente, invalidante. Tuttavia, lei non si arrese mai, amò la vita fino alla fine, amò il suo uomo, la sua arte, i suoi pensieri. Frida è tuttora una donna di un’attualità impareggiabile, un esempio, un modello e un’icona. Come scrisse nel suo diario:

“LA VITA COMINCIA DOMANI” 

More in speciale

ERMANNODONADONI>
To Top